Selvaggio blu

Sei giorni sospesi tra terra e mare

Il trekking più bello d’Italia.

E’ compreso nella fascia centro-orientale della Sardegna, nell’area del Supramonte di Baunei e la provincia di Nuoro; dai 480 metri di altitudine, Baunei, ha una splendida visione sull’anfiteatro di montagne tra cui svettano le cime più alte del Gennargentu.

Il suo territorio, esteso su oltre 200 kmq, è solcato da valli anguste e profonde, dette localmente “codule”, solchi che sfociano al mare tra impressionanti pareti di roccia, in un paesaggio caratterizzato da rupi, falesie, profonde gole e doline … gli abitanti di questi luoghi, da sempre,  sono passati leggeri sulla loro terra, ed oggi proprio quella leggerezza è la loro forza: una coscienza istintiva che ha consentito di mantenere intatto un’importante tratto di costa e un retroterra unico: un connubio irripetibile di paesaggi dipinti di blu e di verde.

Si attraverseranno gli oltre 40 chilometri di bastioni e falesie calcaree, appena interrotti qua e là da poche calette, probabilmente il più bel tratto del litorale italiano in senso assoluto e senz’ombra di dubbio, il più “aspro e selvaggio”, infatti, ancora oggi, questa è la più selvaggia e incontaminata zona costiera italiana: inestimabile patrimonio di paesaggi dalle risorse naturalistiche estremamente eccezionali.

L’intero golfo, è formato da coste prevalentemente alte e strapiombanti su acque profonde, forre, grotte e caverne, in un susseguirsi di salti scoscesi ed elevati da poche decine a centinaia di metri; una fitta e peculiare vegetazione, tipica della macchia mediterranea, si afferma splendidamente lungo tutta la costa, con aspetti fisionomici fra i quali predomina la macchia foresta, con il Leccio, che si presenta con monumentali esemplari secolari, ovunque si trova il Ginepro, dai tronchi antichi e contorti, che sfociano dalle crepe della roccia, largamente usato dalla pastorizia locale per la realizzazione degli splendidi “Quili” (gli ovili); la fauna è caratterizzata dalla presenza di importanti specie rare, alcune delle quali riportate nel “Red Data Book”, (il “Libro Rosso delle Specie Protette”), dell’IUCN, in quanto minacciate di estinzione a livello mondiale, inoltre, le caratteristiche generali dell’ecosistema marino sono altrettanto eccezionali, per la scarsa influenza degli inquinamenti provenienti dagli insediamenti posti all’estremità, Santa Maria Navarrese e Cala Gonone.

Il “Selvaggio Blu“, una magica simbiosi che unisce il mare alla montagna … il tratto di costa che collega Pedra Longa a Cala Sisine è fatto di un terreno unico che si trova solo in questa zona della Sardegna, nello specifico, la parte di costa orientale compresa tra Pedra Longa e Cala Gonone; qui, siamo immersi in un “mondo”  …  che a descriverlo, risulta difficile … non si può … forse si potrebbe immaginare … ma non sarebbe comunque la stessa cosa … va percorso!

Diversi tratti del percorso sono stati costruiti alla fine dell’Ottocento dagli instancabili carbonai e collegano angoli di incredibile bellezza, altri tratti sono il frutto della pastorizia sarda, dove gli abili pastori hanno attrezzato con il legno di ginepro artistici passaggi che consentono di superare tratti altrimenti impegnativi; questo itinerario è considerato il “Trekking” più difficile d’Italia e probabilmente per un escursionista lo è, fu percorso per la prima volta nei primi anni ’80 da insaziabili avventurieri, che si lanciarono all’inseguimento di una traccia che percorresse tutto il tratto di costa interessato … mai nessuno si sarebbe aspettato che divenisse un luogo assai ambito da tanti “selvaggi sognatori” …
Il percorso riserva tratti d’arrampicata su roccia con difficoltà tecnica di 4° grado, tutti i passaggi sono attrezzati per rendere estremamente sicura la fase verticale e altri peculiari passaggi, sono costituiti dalle obbligatorie calate in corda doppia che servono ad “allacciare” tra loro i vari tratti del Trekking.

Il percorso  è di circa 50 km, ma il terreno, l’orientamento, i tratti di arrampicata, lo zaino pesante e le “finestre” su panorami impossibili, rendono davvero piacevolmente lenta la progressione … sicuramente uno spaccato unico nel suo genere, che annovera questo percorso tra i trekking più belli al mondo.

Il programma

Venerdì.
Partenza per Livorno (Circa 3 h. 30′ dal casello di Milano a Porto Mediceo). Ore 22.00 imbarco per Olbia con la Mobyline.

Sabato.
Arrivo a Olbia alle ore 07.00 e trasferimento a Cala Gonone (Circa 2 h. di auto). Sistemazione in appartamento, preparazione dello zaino e relax.

Domenica. Prima Tappa.
Pedra Longa – Cuile De us piggius (Tempo Indicativo: Circa 3 h. – 625 m Dislivello – 4 km di sviluppo)
Ore 10.00 Trasferimento a Pedra Longa. – Ore 12.00 Circa. Inizio del trekking.

Lunedì. Seconda Tappa.
Quile De us piggius – Porto Quau (Tempo Indicativo: Circa 8/9 h. – 210 m Dislivello – 7 km di sviluppo)

Martedì. Terza Tappa.
Porto Quau – Cala Goloritzé (Tempo Indicativo: Circa 8/9 h. – 565 m Dislivello – 7 km di sviluppo)

Mercoledì. Quarta Tappa.
Cala Goloritzé – Bacu Mudaloro (Tempo Indicativo: Circa 6 h. – 588 m Dislivello – 5 km di sviluppo)

Giovedì. Quinta Tappa.
Bacu Mudaloro – Cala Biriola (Tempo Indicativo: Circa 5 h. – 400 m Dislivello – 4 km di sviluppo)

Venerdì. Sesta Tappa.
Ultima tappa del Trekking, rientro “via mare” a Cala Gonone, relax e cena di chiusura.
Cala Biriola – Cala Sisine (Tempo Indicativo: Circa 4 h. – 200 m Dislivello – 4 km di sviluppo)

Sabato.
Spiaggia e riposo, nel pomeriggio trasferimento a Olbia e imbarco alle ore 22.00 per Livorno.

Domenica.
Arrivo a Livorno alle ore 7.00 Circa, rientro a Milano per le ore 11.00 Circa.

Nello zaino

Materiale non tecnico.

Scarponcini alti (meglio una calzatura leggera), due calze, due magliette, due mutande, una pile pesante per la sera, una vecchia camicia va bene per camminare sotto il sole, pantaloni lunghi in cotone, no pantaloncini corti (vanno bene quelli sdoppiabili che da lunghi diventano corti), giacca per la pioggia, cappello sole, occhiali sole, crema solare, bastoncini da trekking telescopici, costume da bagno, asciugamano piccolo (non indispensabile), spazzolino e dentifricio, eventuale sapone biodegradabile per acqua di mare, spray/lozione anti zanzare-insetti (potrebbe essere utile), kit posate da campeggio, coltellino, piccolo piatto (o simili), zaino da 40/50 l (la grandezza dello zaino è proporzionata alle cose che portiamo sulle spalle), copri zaino da pioggia (utile ma non indispensabile se lo zaino è buono).
Consigliato: salviettine umide rinfrescanti e cerotti anti vesciche.
Non portare: sandali da bagno, asciugamano da bagno, libri, bicchieri, ecc. … non servono

Materiale tecnico

Imbracatura, 2 moschettoni a ghiera con discensore, fettuccia. (Questo materiale è messo a disposizione dall’associazione).
Sacco a pelo leggero, (vanno benissimo quelli piccoli che hanno un comfort entro i 10° C), sacco da bivacco impermeabile, materassino, lampada frontale con batterie nuove, macchina fotografica leggera.

Suggerimenti

Consigliato abbigliamento vecchio, è facile strappare o bucare i tessuti, se aveste il dubbio di portare qualcosa o no: non portatela … è necessario cercare di avere lo zaino il più leggero possibile, tenete conto che nello zaino, durante il giorno, avremo l’acqua (almeno 2 l a testa) e il cibo per la giornata; quando avete lo zaino pronto aggiungete almeno 3 kg in più.

Vi ricordo, inoltre, che dalla Guglia di Goloritzè ci sarà da trasportare anche l’attrezzatura per l’arrampicata: imbracatura, qualche moschettone e le corde. Il materiale sarà diviso equamente tra le persone che costituiscono il gruppo, quindi è utile e necessario cercare di contenere il peso e di curare lo zaino nei minimi dettagli.

Farmacia

Sarà presente una farmacia generica comune ma è bene che ognuno provveda ad eventuali e specifici farmaci propri.

Vi ricordo, inoltre, che dalla Guglia di Goloritzè ci sarà da trasportare anche l’attrezzatura per l’arrampicata: imbracatura, qualche moschettone e le corde. Il materiale sarà diviso equamente tra le persone che costituiscono il gruppo, quindi è utile e necessario cercare di contenere il peso e di curare lo zaino nei minimi dettagli.


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